Di nuovo amici

90dfe3b13b57422f828aa7_opt*di Luigi Cioni*
Dopo la nostra lunga riflessione sul peccato, non potevamo esimerci dal porre l’accento, come logica ed inevitabile conclusione, sul tema della riconciliazione e del perdono. E, come al solito, cerchiamo anche su questo tema di non porre la questione di principio: occorre trovare modalità di perdono, accostarci al sacramento della confessione, ricorrere alla Misericordia del Signore, ecc. No, nessuno si accosterà mai al sacramento della riconciliazione
finché non avrà compiuto almeno due passi inprescindibili:
Da una parte rendersi conto che quello che ho commesso è un errore, e non solo perché qualcuno dice che va contro a dei precetti stabiliti da chissà chi, ma perché capisco che questo va contro il bene mio e di chi mi sta accanto; compie un oggettivo male, fa accadere qualcosa che lede la dignità di chi ne è offeso e anche di me che l’ho commessa; dall’altra comprendere chi è colui che può liberarmi da questo stesso male; non un entità
sovraterrena con cui non ho a che fare per nove decimi (essendo ottimisti) della mia giornata e al cui giudizio mi sottopongo (anzi a quello del prete!!) solo per tradizione annuale quando arrivano le grandi festività.

Interessante sul tema del perdono anche una riflessione sul Film Mission di Joffè Il mercante di schiavi (Robert De Niro) è costretto a portare come penitenza una soma che contiene tutte le armi della sua vita (deve portarsi dietro il peso del suo passata) e affrontare un lungo cammino. Ad un certo punto uno dei suoi compagni lo libera e lui torna indietro a riprendere di nuovo la fonte della sua oppressione (dal suo passato non è ancora libero) non è lui che può perdonarlo, ma solo coloro a cui ha fatto veramente del male
Interessante sul tema
del perdono anche una
riflessione sul Film
Mission di Joffè
Il mercante di schiavi
(Robert De Niro) è
costretto a portare come
penitenza una soma che
contiene tutte le armi della
sua vita (deve portarsi
dietro il peso del suo
passata) e affrontare un
lungo cammino. Ad un
certo punto uno dei suoi
compagni lo libera e lui
torna indietro a riprendere
di nuovo la fonte della
sua oppressione (dal suo
passato non è ancora
libero) non è lui che può
perdonarlo, ma solo coloro
a cui ha fatto veramente
del male

Dopo un anno intero di Giubileo della Misericordia forse alcune le mie considerazioni risulteranno scontate; ma vale sempre la pena di ricordarcele.
Parto ancora una volta da una storia biblica che noi tutti conosciamo: quella del Figliol prodigo (Lc 15) o meglio “del Padre misericordioso”. Tutti poniamo l’accento sul figlio minore che va a sperperare il patrimonio paterno e non mettiamo mai l’accento sul figlio maggiore che non mostra nessuna gioia per il ritorno del peccatore. Certamente nessuno affronta volentieri un giudizio inesorabile e duro (mi verrebbe
da dire fondamentalista) come quello. Forse se avessimo di fronte un Padre come quello della parabola, tutti avremmo più gioia al pensiero della riconciliazione. Eppure ciò che Gesù ci annuncia di Dio è proprio questo: Dio è come il Padre del Figliol prodigo (e sempre nello stesso
capitolo, il pastore che cerca una pecora perduta, una vecchietta
che mette a soqquadro la casa per trovare una monetina dispersa,
ecc). Allora forse sarebbe il caso di non parlare esclusivamente
di “penitenza”, di contrizione, di pentimento (tutte cose certamente necessarie) ma porre soprattutto l’accento sull’amore.
Tuo padre e tua madre ti amano! Non ne sei felice? La tua ragazza ti ama! Puoi pensare ad un miracolo più grande di questo? Dio ti ama! Pensi davvero che dopo aver fatto questa scelta dall’eternità metta tuttoin questione per un tuo stupido sbaglio?
Hai capito che quello che hai fatto ha rotto dei rapporti? Ha incrinato delle relazioni? Hai capito che non era degno di te il modo in cui ti sei comportato? Hai finalmente compreso che nell’aderire a quel comportamento hai fatto una scelta che non ti ha dato gioia e serenità,
ma hai semplicemente creduto di poter diventare più grande a scapito di altri? Più ricco creando la povertà altrui? Più perfetto e compiuto togliendo completezza e perfezione a quell’ambiente in cui non hai più trovato (e per colpa tua) quelle situazioni che ti potevano completare
veramente? Allora vai! Vai da quella persona che forse ti può comprendere e ti può mostrare l’amore di Dio, ti può indicare il giusto cammino, ti può far ritrovare la gioia della relazione, indicare il percorso del risanamento, ristabilire la giusta posizione delle cose, nella tua storia e nel tuo spirito. Certo è il tuo sacerdote, ma può anche non essere il tuo; e può non essere nemmeno un sacerdote, ma quella persona che ti fa sperimentare la gioia  del giusto cammino e che poi dal sacerdote ti manda perchè tu possa arrivare davvero all’amore di Dio. Non hai vicino a te una persona così? Cercala! Scandaglia tutti i tuoi gruppi, le tue conoscenze, chiedi, investiga, implora aiuto, ma trovala!
Non ne puoi fare a meno, perchè sicuramente nella tua vita sbaglierai, commetterai errori, infrangerai delle relazioni e dei cuori e, solo nel cuore di Dio troverai un amore così grande che renderà capace te, e tutte le persone che avrai offeso, di superare ogni ostacolo, di aprire le braccia e dirti: Benvenuto! Non aspettavo altro che te! Nessuno
altro posto è bello come questo: tra le mie braccia.

IL TEMA DEL PERDONO
Certamente il tema del perdono deve essere affrontato anche da un altro punto di vista: “Quanto e come perdonare?” La risposta di Gesù è nota e può essere annoverata tra le poche sue parole conosciute da tutti “fino a settanta volte sette” (che cosa voglia dire poi è tutto da comprendere). Rimandiamo però la trattazione di questo aspetto ad un’altra occasione. Nel frattempo solo un piccolo suggerimento che può venire da un libro che di questo argomento ha fatto tema specifico e in un momento storico altamente significativo: “si possono perdonare i tedeschi dopo la Shoah? Leggiamo Simon Wiesenthal Il girasole, Ed. Garzanti