IL WEB: IMPORTANTE LUOGO EDUCATIVO

*di mons. Simone Giusti*
L’antropologa dei media Mizuko Ito, afferma: «un buon uso delle risorse online può diventare un vero volano per le capacità dei ragazzi, crea comunità, valorizza competenze». Forse non siamo molto abituati a vederla così ma in realtà gli adolescenti iper connessi di oggi vivono come se fossero costantemente immersi in un’enorme biblioteca, dove trova spazio ogni possibile argomento, materia di studio o semplice passatempo. Certo, non tutto è edificante, ma mai prima d’ora si è avuta a disposizione una quantità simile d’informazioni di ottima qualità, alla portata di chiunque. E con un’altissima probabilità di trovare qualcuno con cui condividere le proprie passioni, costruendo così relazioni profonde e durature. Se provassimo a guardare il rapporto fra ragazzi e web da questo punto di vista, faremmo delle scoperte molto interessanti. È quanto è successo come dicevamo all’inizio, a Mizuko Ito, giapponese trapiantata negli Stati Uniti, antropologa dei media, docente all’Università della California a Irvine, fra le prime a studiare sul campo l’uso dello smartphone da parte dei ragazzi e fautrice del ruolo fondamentale del gioco online e in generale dell’utilizzo della Rete come potenti strumenti per  l’apprendimento.

L“apprendimento connesso”(connected learning). È la situazione che si viene a creare quando un ragazzo è incoraggiato a seguire un suo reale interesse, con il sostegno dei propri insegnanti, ma anche dei compagni e di altri adulti di riferimento. A partire da questo coinvolgimento iniziale, che può essere innescato da un argomento non direttamente tratto dal programma formativo, viene a costruirsi un percorso personale di apprendimento. Un animatore potrebbe ad esempio lasciare in qualche caso che sia il ragazzo stesso a decidere su cosa concentrarsi nella sua personale ricerca a casa e scegliere gli argomenti per eventuali approfondimenti. I risultati migliori si ottengono quando gli educatori danno anche consigli su come alimentare le passioni dei ragazzi, fornendo indicazioni di risorse, online e offline. Il solo fatto che un docente prenda del tempo per capire davvero qual è l’interesse di un giovane, è in grado di cambiare radicalmente il rapporto di quel ragazzo con la parrocchia e con il catechismo in generale. Infatti più che la tecnologia sono determinanti le relazioni che si vengono a creare attorno a essa. Se un ragazzo non ha un buon rapporto con il gruppo e con gli adulti che lo seguono, la frequentazione del mondo digitale può anche portare a esiti negativi. Se invece c’è un forte legame con una comunità – famiglia, parrocchia, gruppi online – con cui condividere i propri interessi, l’uso creativo del web, può veramente dare al ragazzo un senso più profondo del suo compito al servizio della propria comunità.
* Tratto da Avvenire “Smartphone, videogame e scuola: le risorse che non ti aspetti”